cos’è un CB, un OM, un SWL

Tutti coloro che si sono avvicinati anche solo marginalmente al mondo della radio, avranno sicuramente intuito quale indiscutibile fascino emana. Il poter comunicare con persone distanti migliaia di kilometri rappresenta una esperienza unica e tutto questo senza incappare in costi proibitivi, quello che occorre è solo un pò di tempo libero e tanta passione. Il radioamatore viene generalmente definito O.M., dall’inglese Old Man (affettuosamente traducibile in “vecchio mio” ). Per poter “operare” necessita di una regolare autorizzazione che si ottiene superando un esame ministeriale. Può parlare via radio con tutto il mondo, utilizzando a volte anche il computer, con lo scopo di scambiare informazioni tecniche, offrire supporti ed aiuti di pubblica utilità (affiancando la protezione civile in casi di calamità) o per il semplice gusto di “contattare” persone all’altro capo del mondo. Ai radioamatori OM ai quali viene assegnato un nominativo internazionale dopo aver superato un esame di radiotecnica e regolamenti internazionali: possono usufruire delle tecniche avanzate di comunicazione: dalla trasmissione dati a quella via satellite. L’ S.W.L., dall’inglese Short Wave Listener, ascoltatore di Onde Corte, è invece solo un ascoltatore e non ha il permesso per poter trasmettere. Si limita a captare le trasmissioni radioamatoriali, le più deboli e lontane, per poi successivamente inviare una QSL, la cartolina di conferma dell’avvenuto ascolto . Quando si arriva a 100 QSL ci si può fregiare del titolo di DXCC (cacciatore di ascolti). Il C.B., dall’inglese Cityzen Band (banda cittadina), è invece un radiodilettante che opera solo in città, su frequenze predeterminate e con apparecchiature meno potenti, il suo raggio di ricetrasmissione è notevolmente ridotto e in pratica copre soltanto la città di appartenenza, un collegamento a 15-20 Km di distanza rappresenta già un fatto eccezionale. I C.B. possono parlare di ciò che vogliono e quanto vogliono senza restrizioni pur sempre rispettando, come tutti, l’etica radioantistica

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